Fuggire dal campi di prigionia britannici che sorgevano nel pressi di Rimini,
16 in tutto, era molto piú semplice di quanto potesse sembrare. Agli
ufficiali e sottufficiali tedeschi era consentito di uscire dai campi: agli
inglesi, infatti, loro custodi bastava la parola d'onore. Venendo meno alla
parola d'onore o, forse, entrando in contatto con l'organizzazione "Odessa",
Erich Priebke, braccio destro di Herbert Kappler, capitano delle Ss, nel 1946
fece perdere le sue tracce da uno dei sedici campi, "lager Sep" (Surrended
enemy personal) come lì chiamavano gli inglesi, riuscendo poi a raggiungere
l'Argentina dove vive attualmente. Solo lui, comunque, può raccontare
come sono andate realmente le cose.
Di certo c'è che Erich Priebke è stato finalmente trovato e ha
confessato di aver preso parte alle uccisioni delle Fosse Ardeatine, a Roma.
I campi Sep, nel Riminese, erano disseminati fra Rimini e Igea Marina, un centro
balneare a nord della cittadina romagnola. In tutto, si trattava di una serie
di campi raggruppati In un fazzoletto di terra che raggiungeva anche Cesenatico
e Cervia. Nei Sep britannici nel Riminese trovarono ospitalità, si fa
per dire, oltre 75 mila fra soldati e ufficiali tedeschi, per gran parte del
76° corpo d'armata corazzato, comandato dal conte Von Schwerien. Uomini
considerati il fior fiore dell'armata tedesca che contrastò l'avanzare
delle truppe alleate in Italia fin dallo sbarco, in Sicilia, degli americani
nel 1943. In uno dei sedici lager Sep "soggiornò" anche il
generale Po comandante della 29° divisione corazzata che proprio nell'estate
'43 combatté in Sicilia. Fra 175 mila pow (prigionier of war) c'erano
anche rappresentanti delle minoranze etniche dei Paesi dell'Est che combatterono
a fianco dei tedeschi quali cosacchi e turkmeni. I prigionieri arrivarono nel
campi del Riminese nel maggio del 1945. Molti di loro avevano anche al seguito
i propri familiari che erano riusciti a portarsi appresso sul vari fronti di
guerra. Centinaia e centinaia erano ufficiali, sottufficiali e soldati del corpo
delle Ss e senz'altro fra loro anche Erich Priebke. In particolare, secondo
il racconto di un testimone di quel giorni, lo storico riminese Amedeo Montemaggi,
allora interprete alle dipendenze degli inglesi, "le Ss erano internate
nel campo numero 11 a Bellaria e nel luglio 45 vennero trasferite nel campo
14/A sempre nella stessa zona". L'organizzazione britannica dei campi di
prigionia in Romagna era perfetta. Accanto al lager Sep furono costruiti due
ospedali ed un centro di Internamento destinato ad alte personalità tedesche.
Quest'ultimo venne approntato a nord di Bellaria, fra la linea ferroviaria e
la statale, in una vecchia colonia che serviva negli anni Trenta ad ospitare
i bambini dei dipendenti delle ferrovie.
In questa colonia pare sia stato tenuto prigioniero anche Il generale Dimitri
Sbalikashwili, georgiano, che organizzò una brigata di Ss russe che combatté
contro i propri connazionali sul fronte russo. Ai prigionieri tedeschi furono
affidati i lavori di ricostruzione delle opere idrauliche e delle strade danneggiate
dalla guerra in Romagna. Gli inglesi li consideravano ottimi tecnici e grandi
lavoratori. Un particolare curioso: i prigionieri erano stati internati tenendo
conto dell'assetto dei propri reparti di appartenenza che non furono, cosi,
smembrati. Il 19 settembre del 1945 iniziò il trasferimento dei lager
Sep verso la zona sud della città di Rimini e precisamente in direzione
dell'aeroporto di Miramare. Il piccolo campo d'aviazione venne suddiviso come
una scacchiera con baracche prefabbricate in legno dotate di ogni comfort rapportabili
all'epoca e alla situazione per consentire al prigionieri di affrontare l'Inverno.
Da quella data iniziano anche i trasferimenti in altre parti d'Europa dei prigionieri
e la loro messa in libertà. Il 23 febbraio del 1946, sempre secondo lo
storico Montemaggi, dai campi del Riminese "risultavano dimessi 65 mila
prigionieri e 6 mila invalidi". Ma a fuggire da quei campi era davvero
facile? È all'incirca nel maggio del 1946 che gli inglesi consentono
al prigionieri, soprattutto ufficiali, di muoversi liberamente fuori dal lager
Sep.
"Secondo quanto ho potuto ricostruire - dice Montemaggi attorniato dal
suoi numerosi libri scritti sull'offensiva della linea Gotica nel 1944 avvenuto
In Romagna - gli inglesi si fidavano della parola d'onore degli ufficiali tedeschi,
consentendo loro di uscire dal campi e raggiungere i centri vicini". Molti
ufficiali tedeschi, sempre secondo Montemaggi, avrebbero avuto la possibilità
addirittura di girare per l'Italia. Facile, quindi, pensare che anche Erich
Priebke poteva avere ottenuto la fiducia dei suoi sorveglianti e, un giorno,
dopo aver chiesto di uscire dal suo campo di prigionia, non avervi più
fatto ritorno. Tanti sono i documenti che Amedeo Montemaggi ha raccolto sulla
vita dei lager Sep, comprese alcune fotografie, ma mancano gli elenchi dei nominativi
dei prigionieri. "Nel lager Sep, nel Riminese - racconta Montemaggi - vennero
smobilitati tra la fine del '47 e i primi mesi del 1948. In quel periodo furono
"consegnati" al russi anche gli ultimi prigionieri ucraini e turcomanni
che indossarono le divise dell'esercito tedesco. Quegli uomini avevano il terrore
di tornare In Russia. In quel periodo ci furono molte fughe e tanti ucraini
si nascosero In Romagna dove sono poi rimasti chi rimaneva nel campi in attesa
del trasferimento In Russia si suicidava. Molti di loro uccisero prima i familiari
poi si ammazzarono. Gli inglesi stabilirono che accanto ad ogni soldato ucraino,
allora, montasse la guardia un soldato inglese che impedisse loro il suicidio.
Di tutto questo si parlò, anche al Parlamento inglese.
Il Giornale - 8 maggio 1994