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nomi: Gerard Sommer, Georg Rauch, Alfred Schoeneberg, Werner Bruss, Heubruich,
Sonnatay, Horst Eggert
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Fondamentale per il recupero delle testimonianze la collaborazione con le autorità giudiziarie di Stoccarda |
FIRENZE Non è mai troppo tardi. E adesso è ufficiale.
Sette sottufficiali delle SS (adesso ultra ottantenni) sono stati rinviati a
giudizio per la strage nazista di Sant'Anna di Stazzema, dove il 12 agosto 1944
i carnefici di Hitler trucidarono 560 civili, fra cui bambini, donne e anziani.
Ora, a quasi sessant'anni da quell'eccidio sono stati rinviati a giudizio i
sottotenenti Gerard Sommer e George Rauch e poi i sottufficiali Werner Bruss,
Alfred Schoeneberg, Heubruich Sonntay, Horst Eggert. Non è invece stato
reso noto il nome del settimo indagato.
A Sant'Anna di Stazzema, frazione in provincia di Lucca, il 12 agosto 1944 il
2° battaglione SS del capitano Anton Galler, guidato da staffette fasciste,
rastrellò paesani e sfollati falciandoli con la mitragliatrice. Decine
di persone furono rinchiuse in una stalla e massacrate con le bombe a mano,
altre bruciate coi lanciafiamme. Alla fine della mattinata i morti erano 560.
Tra quelle vittime c'erano 142 bambini con meno di 10 anni. La più piccola
Anna Bardini era nata da soli tre giorni. Decine di cadaveri furono ammassati
e bruciati con il lanciafiamme. La strage di Sant'Anna di Stazzema fa parte
di tutti quegli episodi descritti nei documenti contenuti nel cosiddetto "Armadio
della vergogna" (venuto alla luce durante le indagini su Priebke e occultato
fino al 1996) dopo che, nell'immediato dopoguerra, il procuratore militare dell'epoca
aveva raccolto indizi e dati con l'aiuto degli alleati in un registro che superava
i duemila casi.
Il cammino verso il rinvio a giu-dizio dei responsabili del massacro è
stato lungo e difficile. La procura militare di, La Spezia, che sulle stragi
tedesche naziste conduce un'inchiesta aperta nel 1994, ha ottenuto la collaborazione
di quella di Stoccarda. I magistrati tedeschi hanno risposto alle rogatorie
arrivate dall'Italia e hanno rintracciato numerosi testimoni. Secondo alcune
indiscrezioni l'inchiesta avrebbe identificato gli italiani reinquadrati nell'esercito
repubblichino, che fecero da guida alle SS facendole piombare sul paese attraverso
quattro direzioni diverse in modo da non concedere a nessuno la possibilità
di fuggire. Si dovrebbe così conoscere dopo 60 anni perché è
stato compiuto quell'eccidio considerato che la zona non era strategica per
le operazioni militari e non vi erano svolti combattimenti. "Contrariamente
a quello che si pensa - sostiene Ivan Tognarini, docente di storia moderna all'università
di Siena - le stragi di civili non sono casuali, ma seguono una logica precisa.
Si trovano tutte, cioè, sulle vie di ritirata della Wehrmacht: la via
Aurelia e la Cassia e poi la linea Gotica. La mente di questa strategia è
Kesselring che chiamava "la ritirata aggressiva" ordinando ai suoi
uomini di procedere in maniera spietata garantendo l'impunità a chi eccede
e minacciando quei militari troppo morbidi". Dunque non si trattò
di rappresaglie ma di una vera strategia. I tedeschi combattevano la Resistenza
con i massacri.
Ora alla fine di ottobre, si aprirà il procedimento contro il tenente
Schiffmann, che si rese responsabile della strage di San Cesario sul Panaro,
dove vennero uccise 12 persone, fra le quali la madre di due bambine in tenera
età, in attesa dì un terzo figlio. Quindi, toccherà proprio
a Sant'Anna di Stazzema.
"II messaggio è: i crimini contro l'umanità non vanno mai
in prescrizione". Questo il commento di Enrico Cecchetti, vicepresidente
lucchese del consiglio regionale, cui aggiunge una speranza. "Ci auguriamo
- dice che questo rinvio a giudizio porti al processo, che si aprirebbe nei
primi mesi del 2004 e che aggiungerebbe qualche tassello alla conoscenza della
vicenda. Non solo, segnerebbe un passo importante verso la verità e la
giustizia".
E nel giorno che segna un nuovo passo verso la scoperta della verità,
in Palazzo Panciatichi a Firenze è stata inaugurata la mostra fotografica
di Oliviero Toscani proprio sull'eccidio nazista di Sant'Anna di Stazzema. Un
vero e proprio viaggio nella memoria di quel tragico giorno attraverso i volti
e le parole dei superstiti (raccolte anche nel libro "Sant'Anna di Stazzema:
12 agosto 1944. I bambini ricordano"), esposte nei locali del consiglio
regionale che, ieri, è rimasto aperto tutto il giorno per essere visitato
da tutti i cittadini. "Non sapevo come poter testimoniare con le foto una
vicenda di 60 anni fa - ha raccontato Toscani - finché non ho parlato
con un testimone, che all'epoca era bambino. Durante il suo racconto, gli ho
visto negli occhi le immagini della tragedia. Così ho capito che avrei
dovuto fotografare le facce di quei pochi bambini che scamparono alla morte".
L'Unità - 12 ottobre 2003